DOPO UNA VERA GARA DI VELOCITA’, AMBROGIO BECCARIA E GEOMAG PORTANO A CASA LA QUARTA VITTORIA DELLA STAGIONE MINI 6.50: UNO STRAORDINARIO RISULTATO CHE FINORA NESSUN NAVIGATORE AVEVA MAI CONQUISTATO.

Beccaria, sponsorizzato dall’azienda di giocattoli Svizzera, ha tagliato il traguardo ieri 14 Agosto alle 22:23 (20,23 UTC) della settima edizione de LesSables d’Olonne – Azzore – Le Sables D’Olonne (SAS), con un tempo di 6 giorni 3 ore e 23 minuti e un vantaggio di 10 ore e 47 minuti sul secondo, stabilendo anche un record assoluto di tappa.

Saranno state le forze invisibili del vento o il magnetismo delle isole Azzorre, ma Ambrogio Beccaria questa volta è davvero volato avanti e indietro per l’Atlantico, facendosi beffe dell’Anticiclone, non lasciandosi intimorire da onde di quattro metri, e senza mai, se non per qualche minuto, lasciare la testa della flotta, né all’andata né tantomeno al ritorno. Abbiamo cercato negli archivi della Classe Mini e abbiamo interrogato Stefano Paltrinieri, massimo esperto italiano con ventimila miglia di navigazione su questi gusci di noce, per esserne sicuri: nessuno skipper è stato mai in grado di vincere quattro regate di seguito tra i Serie. Oltrettutto la SAS – 2540 miglia di regata in solitario – vale doppio ai fini delle classifica del Campionato Francese in solitario (Championnat de France Promotion Course au Large en Solitarie), di cui a questo punto Ambrogio è senza dubbio il primo classificato.

Ma come ha fatto Beccaria, 26 anni, ingegnere nautico, con una breve carriera da derivista alle spalle e in fondo neofita in Oceano (la sua prima transatlantica è stata la Mini Transat del 2017), a vincere una regata così dura e con avversari così preparati? Come è riuscito questo italiano “sbarcato in Francia alla meno peggio” (parole di Ian Lipinski) a battere i cugini d’Oltralpe con 22 ore e 49 minuti di vantaggio in totale? Come ha fatto il giovane milanese a dominare la regata in modo così incondizionato, e tratti perfino noioso per noi che dovevamo raccontarla?

Si tratta certamente di un’alchimia, un mix di elementi che di rado si trovano mescolati nella stesso momento e nella stessa persona, ma che fanno di questo marinaio un campione a tutti gli effetti: preparazione impeccabile, buona gestione del sonno, concentrazione costante, abilità nel saper far camminare la barca, basso profilo e ottima conoscenza del meteo. Oltre, naturalmente a buone vele e una barca tirata a lucido. Come dicono tutti i grandi navigatori solitari, a navigare sei solo in mare, ma il record o la regata lo si fa in tanti. Dunque il successo di questo enfant prodige della vela d’altura non sarebbe stato possibile senza il lavoro certosino del suo shore team Vittoria Ripa di Meana, il lavoro a terra di Tommaso Stella e Duccio Ducci, il contributo prezioso del Team Maserati di Giovanni Soldini che ha ospitato Ambrogio nei cantieri bretoni, infine i partner tecnici che hanno contribuito in modo indispensabile alla messa a punto di Geomag e a Tanguy Leglatin, il coach di Lorient Grand Large, che ha allenato Ambrogio per questa nuova stagione.

Ambrogio Beccaria NKE poker vittorie

Nel frattempo tutto il mondo della vela oceanica si è accorto del minista italiano più veloce di Francia: Giovanni Soldini si dichiara un suo“grande fan”; Vittorio Malingri già nel 2016 aveva lanciato ad Ambrogio una sfida, perdendola e definendolo in quell’occasione “un vero gladiatore”; il Giornale della Vela lo ha definito il “Vincenzo Nibali della vela italiana” e Ian Lipinski, al momento il minista più forte del mondo, dice di essere felice a non averlo come avversario (!).

«Non ho mai fatto una regata così corta”, dice Ambrogio poco dopo l’arrivo. “Abbiamo fatto 1300 miglia in sei giorni! Questa seconda tappa mi ha dato ancora più soddisfazione della prima, perché nella prima abbiamo fatto tutti delle rotte molto diverse, mentre qui eravamo alla pari. Sono andato veramente forte… anche se il terzo giorno ho rotto lo spi medio. Ero sicuro che avrei perso delle miglia e invece le guadagnavo.Penso che una delle cose che mi abbiano fatto andare più veloce degli altri siano proprio le vele, sono l’unico che ha le vele North Sails. Per il resto le barche di serie sono tutte uguali… Sono strafelice, non poteva andare meglio, ho fatto il record dei record!!».

Una prima tappa da manuale
Tappa eccellente per Beccaria che, a bordo di Geomag, è rimasto in testa dall’inizio alla fine. Ambrogio ha affrontato di petto entrambi i fronti freddi che sono passati sul percorso e, a differenza degli avversari,ha scelto di continuare per la sua rotta senza mai scendere a Sud per trovare condizioni meno difficili. In questo modo ha accumulato miglia su miglia di vantaggio, fino ad averne 120 sul secondo. All’approccio dell’arcipelago delle Azzorre ha commesso un errore, passando a sud di Terceira, Sao Jorge e Pico, rimanendo intrappolato nella dorsale dell’Anticlone delle Azzorre. Questo comunque non gli ha impedito di vincere la tappa con 12 ore di vantaggio sul primo degli inseguitori.

La seconda tappa: una gara di velocità
La seconda tappa è stata una vera e propria gara di velocità. Le prime 24 ore la flotta ha fatto rotta verso Nord per uscire dalla zona di poco vento dell’anticiclone delle Azzorre, ma già dal secondo giorno il vento da Nord-Ovest intorno ai 20 nodi li ha spinti verso LesSables d’Olonne permettendo a tutti di mantenere velocità a due cifre per cinque giorni. Anche in questo caso Ambrogio e Geomag hanno dimostrato la loro superiorità strambando sempre al momento giusto e navigando più veloci degli altri. Dopo 500 miglia di regata Beccaria ne aveva già più di 20 di vantaggio sui suoi inseguitori. Questo gli ha permesso di controllare gli avversari per tutta la tappa, e tagliare il traguardo con 45 miglia sul secondo.


Dicono di Ambrogio

Il Giornale della vela:
«Ambrogio Beccaria oggi è il Vincenzo Nibali della vela italiana. Con lo “Squalo de lo Stretto” che vinse il Tour de France schiantando gli avversari, ha in comune la fame, la dedizione, la capacità di volare basso e quella di generare vittorie sconcertanti per gli avversari».

Ian Lipinski, due volte vincitore della Mini-Transat: 
«Quando ho conosciuto Ambrogio sono rimasto colpito da questo italiano che era sbarcato un po’ alla meno peggio in terra sconosciuta, ma con la ferma intenzione di farsi un nome tra i migliori. Nel giro di poco abbiamo tutti cominciato a considerarlo come uno dei migliori velisti del momento in Classe Mini 6.50… e menomale che non l’ho mai avuto come avversario».

Giovanni Soldini, navigatore:
«Ambrogio sta andando alla grande, ha vinto tutte le regate della stagione, l’abbiamo conosciuto bene perché abbiamo passato un po’ di tempo insieme a Trinite surmer dove allestiva Geomag. Sono felicissimo che abbia finalmente trovato un partner che egli permette di fare le cose bene e… faccio il tifo per lui!».

Filippo Gallizia, CEO di Geomagworld:
«Siamo orgogliosi di aver attivato una collaborazione con Ambrogio Beccaria per supportarlo nel progetto 6.50, così ambizioso e impegnativo. Il fascino del gioco di costruzione magnetica risiede nel fatto che stimola la creatività, la fantasia, la tenacia e l’ingegno, aiutando le persone a crescere in modo sano. Che Ambrogio sia un bambino cresciuto bene lo dimostrano il coraggio, la competenza e la perseveranza con cui affronta il mare aperto e sfrutta la forza del vento a suo favore. Ambrogio rappresenta perfettamente i valori di Geomagworld e insieme racconteremo quanto sia importante il gioco intelligente per la crescita del bambino».


La carriera del giovane Beccaria
1991 – Nasce a Milano da padre avvocato e mamma fotografa, nessuno in famiglia distingue tra la prua e la poppa.
2002 – Ambrogio sale per la prima volta in barca a vela al VelaMare alla Maddalena in Sardegna.
2005 – Sempre al VelaMare Ambrogio capisce che andare in barca a vela era adrenalina pura, gli piace.
2006-2010 – Ambrogio s’imbarca su un 16 metri, Shambala e fa qualche regata in equipaggio
2009 – Compie diciotto anni e si fa regalare dai genitori un terzo di un Laser 4000, che condivide con due compagni di classe
2010-2013 – Con i suoi amici vince il Campionato Italiano sul laser e arriva terzo al Campionato Europeo Laser 4000 sul Lago di Garda.
2013 – Bogi sale per la prima volta su un Mini, Exing 99, dove conosce Stefano Paltrinieri. Sarà l’inizio di una lunga storia d’amore. Non con Paltrinieri.
2013-2015 – Ambrogio è comandante di catamarano 18 metri ObiOne.
2014 – In maggio Ambrogio parte per il Portogallo deciso a comperare il Mini Kalonig, un modello Pogo2 di IanLipinski che aveva scuffiato in Atlantico nel 2013 in occasione della MiniTransat. Trasferisce la barca via terra fino a La Spezia, dove in cinque mesi di lavoro completa praticamente da solo la ristrutturazione della barca danneggiata, che viene ribattezzata Alla Grande Ambeco.
2015 – A bordo del Pogo 2 Ambrogio è primo alla Fezzano – Talamone, al CAP Cagliari, secondo alla Arcipelago 650 e quarto al GPI d’Italia. Ambrogio è campione italiano Mini 6.50.
2016 – Arriva primo all’Arcipelago 650, primo alla 222 mini solo, e terzo al GPI Italia. E’ di nuovo campione italiano Mini 6.50.
Arriva terzo alla prima tappa della SAS (poi settimo per una penalità); primo alla seconda e secondo nella classifica generale, con una barca di vecchia generazione.
A settembre dello stesso anno accettando la sfida di Vittorio Malingri, Ambrogio sfida (in doppio con Bernardo Zin) il veterano della vela oceanica a bordo di un catamarano F18 sulla rotta Portofino-Giraglia-Portofino stabilendo un tempo di riferimento di 17 ore 20 minuti record tuttora imbattuto.
2017- Ambrogio partecipa a tutte le regate del campionato Classemini francese, portando a casa sempre ottimi risultati, e posizionandosi sempre primo tra le barche di vecchia generazione, i cosiddetti “appuntiti” (8 º Transgascogne – 500 miglia in solitario; 14 º Mini en Mai  – 500 miglia in solitario; 13 º Trophée Marie-Agnés Peron – 220 miglia in solitario; 8 º Mini Fastnet  – 600 miglia in doppio ). A ottobre Ambrogio è sulla linea di partenza della MiniTransat 2018. La prima tappa è un successo: Bogi arriva sesto, davanti a molti Pogo 3. Purtroppo nella seconda tappa deve fermarsi per una riparazione a Capo Verde e arriva 42esimo..Tra una regata e l’altra, in febbraio Ambrogio si laurea in Ingegnere nautica con una tesi su un monotipo per rilanciare il Giro d’Italia, una regata d’altura che non esiste più.
2018– Ambrogio acquista un Pogo 3. A gennaio è con il suo team a lavorare sul 943 poi ribattezzato Geomag,dal nome dell’omonima azienda di giocattoli Svizzera. Dopo essere arrivato secondo (poi sesto per una penalità) alla Pornichet Select, Ambrogio vince la sua prima regata atlantica, la Mini en Mai. Poi vince anche il Map e il MiniFastnet.

Comunicato stampa