Ambrogio Beccaria su Geomag conclude vittorioso la prima tappa della Mini-Transat 2019.
Le oltre 1300 miglia che separano La Rochelle da Las Palmas sono state molto combattute…..

Comunicato stampa:

Ambrogio “Bogi” Beccaria a bordo di Geomag ha tagliato il traguardo stamattina alle ore 6:30 (4,30 UTC) dopo 8 giorni 19 ore e 52 minuti di regata, vincendo in classe Serie la prima tappa della Mini Transat 2019 (1.337 miglia da La Rochelle a Las Palmas, Canarie)

Regata sofferta e complicata da una meteo instabile, con un finale al cardiopalma, questa prima tappa della storica transaltantica in solitario è stata per Ambrogio e Geomag un duro campo di battaglia. Il navigatore milanese ha perso più volte la prima posizione, riuscendo infine ad avere la meglio sugli inseguitori, tra i quali in particolare l’agguerritissimo Felix De Navacelle (FRA 916).

In un articolo uscito su Libération in occasione della partenza della Mini-Transat, si diceva che Beccaria è in grado di “far sognare l’Italia” e uno dei pochi navigatori stranieri capaci di “vincere questa Mini-Transat su una barca di serie, quarant’anni dopo l’americano Norton Smith”. Finora la previsione del quotidiano francese è stata realista.

La regata

Erano partiti sabato scorso 5 ottobre alle 10,38 (UTC 8,38) con un sole limpido e una brezza leggera gli 87 partecipanti di questa ventiduesima Mini Transat. Beccaria era partito bene, ma non benissimo, era tredicesimo ai primi rilevamenti.
Dopo una prima notte molto sportiva con un mare formato e 25/30 nodi di vento, Ambrogio prende la testa della flotta dei Serie e non la perderà fino al quarto giorno di gara, tra mercoledì e giovedì notte, quando il nostro ha strambato verso le coste portoghesi perdendo così qualche posizione. La mossa tuttavia non è sembrata poi così azzardata vedendo cosa è successo nelle ore successive.

Come ha detto Riccardo Apolloni, coach e minista con un podio sfiorato nel 2009: “Da Capo Finisterre a Lisbona hai due cose da controllare: se ti tieni ad Ovest lontano dalla costa sei ‘interno alla curva’, se ti tieni ad Est, lungo la costa portoghese, hai più vento. Mi sembra che Ambrogio abbia gestito alla grande questo gioco di equilibrio”.

Geomag infatti torna presto in testa, con un largo vantaggio sul secondo, più di venti miglia. Ma ancora una volta nella notte successiva Bogi perde la prima posizione. Le ore che seguono sono le più dure per la flotta dei mini perché il vento cala drasticamente e bisogna sfruttare ogni arietta possibile. La regata è a questo punto un vero terno al lotto. La scelta di Ambrogio di andare più a Ovest per il momento non paga, ma come ha detto Alberto Bona, ex minista e oggi su Figaro 3, non “è detto che sia quella sbagliata”.

La svolta arriva nelle ultime 24 ore: Ambrogio torna di nuovo in testa e supera Felix De Navacelle, proprio grazie al posizionamento più a Ovest che gli ha fatto agganciare in anticipo il nuovo vento.

La regata termina con la vittoria di Ambrogio con un vantaggio in termini di tempo sul rivale di un’ora e 43 minuti, relativamente basso visto che vale la somma dei tempi per il risultato finale.  Tuttavia questa è la prima volta che un velista azzurro conquista il podio in questa tostissima prima tappa della regata per le barche oceaniche più piccole del mondo.

Ambrogio:

“Sono molto felice, ma non me l’aspettavo così questa prima parte della Mini-Transat. E’ stata la regata più dura che abbia mai fatto, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Fino alla fine non pensavo di vincere. Da ieri mattina non ho ascoltato la meteo e le classifiche perché ero sicuro di aver perso tutto il vantaggio nella notte. Pensavo che il gruppo dei miei inseguitori fosse a Ovest visto che il vento che sarebbe dovuto entrare da sud-ovest ed ero quasi certo di aver sbagliato tutto!

La meteo era quanto di più diverso da quella che avevamo studiato alla partenza. Quindi da una parte è stato molto divertente perché ti devi inventare strategie nuove che non hai studiato prima e ognuno tira fuori sorprese dal proprio sacco, ma difficile dal’altro canto a livello di nervi. La discesa lungo le coste portoghesi è stata velocissima e molto faticosa fisicamente… praticamente ho vissuto sott’acqua, Geomag era sempre bagnata.  Andavo più veloce dei proto a un certo punto! Ma sono contento di essere riuscito a non farmi prendere troppo dall’adrenalina e tenere il ritmo, ho sempre mangiato e dormito lo stesso, e giocato un po’ d’anticipo, salvaguardando sempre un pochino di energie. Dopodiché è stata una follia, eravamo continuamente fermi nella bonaccia, praticamente fino all’arrivo”.

Ricordiamoci in ogni caso che questa è una corsa a tempo e che il vantaggio che ho su Felix [De Navacelle, ndr] è abbastanza ininfluente… ma non è neanche male!”.